Quasi tutti hanno sentito parlare delle microplastiche in un modo o nell'altro. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che ora si trovano nei nostri oceani, nel suolo, nell'aria, nel cibo, nell'acqua e persino nei nostri stessi corpi. Poiché l'argomento ha attirato l'attenzione del pubblico, gli scienziati hanno iniziato a rispondere a una domanda importante che molte persone si pongono:
Le microplastiche sono dannose per la salute umana?
Recenti ricerche sottoposte a revisione paritaria non ci forniscono tutte le risposte, ma confermano qualcosa di significativo: le microplastiche stanno entrando nel corpo umano e non sono innocue.
Cosa sono le microplastiche?
Le microplastiche sono particelle di plastica più piccole di 5 millimetri. Alcune sono create intenzionalmente (come le microsfere un tempo utilizzate nei cosmetici), mentre altre si formano quando articoli di plastica più grandi si rompono nel tempo.
Oggi, l'esposizione sembra diffusa. I ricercatori hanno identificato:
- Microplastiche nell'acqua del rubinetto
- Microplastiche nell'acqua in bottiglia (bottiglie di plastica e bottiglie di vetro)
- Fibre sintetiche aerodisperse nell'aria interna
-
Particelle di plastica nelle colture e nei prodotti ittici
Poiché la plastica non si degrada facilmente, queste particelle persistono nell'ambiente e nel corpo umano.
Microplastiche trovate nel sangue umano
Nel 2022, i ricercatori hanno pubblicato uno studio rivoluzionario su Environment International, che per la prima volta ha rilevato microplastiche nel sangue umano (Leslie et al., 2022).
Su 22 adulti sani testati:
- (77%) o 17 dei 22 partecipanti avevano particelle di plastica misurabili nel loro flusso sanguigno
- I campioni di sangue contenevano polimeri plastici tra cui il polietilene tereftalato (PET)
- I campioni di sangue mostravano anche polimeri di stirene, che proviene da plastiche di polistirene
Questa ricerca è preoccupante perché le particelle che circolano nel sangue possono raggiungere gli organi in tutto il corpo. Questa scoperta ha spostato la ricerca sulle microplastiche da una questione ambientale a una questione di esposizione umana.
Microplastiche trovate nei polmoni umani
Nel 2022, uno studio pubblicato su Science of the Total Environment (Jenner et al., 2022) ha fornito la prima forte prova della presenza di microplastiche nel tessuto polmonare umano vivente.
I ricercatori hanno analizzato campioni di polmone prelevati da 13 pazienti sottoposti a intervento chirurgico. Utilizzando tecniche di spettroscopia avanzate per identificare i polimeri plastici, hanno rilevato microplastiche in 11 dei 13 campioni. In totale, sono state identificate 39 singole particelle di microplastica.
I tipi di plastica trovati includevano:
- Polipropilene (comunemente usato negli imballaggi alimentari e nei tessuti)
- Polietilene tereftalato (PET) (spesso usato nei contenitori per acqua in bottiglia)
- Resine comunemente usate nelle applicazioni industriali
Questo allarmante studio ha dimostrato che le microplastiche possono essere inalate durante le attività quotidiane. Indossare abiti sintetici, passare l'aspirapolvere o semplicemente trascorrere del tempo in ambienti chiusi. Tutti questi aspetti apparentemente innocui della nostra vita quotidiana ci espongono segretamente a fibre plastiche aerodisperse con pochi o nessun segnale di avvertimento.

Nanoplastiche e barriera emato-encefalica
Nel 2020, una revisione sottoposta a revisione paritaria pubblicata sull'International Journal of Environmental Research and Public Health (Yong et al., 2020) ha esaminato le prove emergenti su come le microplastiche e le nanoplastiche interagiscono con i tessuti dei mammiferi, incluso il cervello.
Basandosi su studi controllati su animali, gli autori hanno riassunto esperimenti in cui nanoplastiche di polistirene sono state somministrate oralmente a roditori. I ricercatori hanno successivamente rilevato queste particelle nel tessuto cerebrale, dimostrando che particelle di plastica estremamente piccole erano in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, una membrana protettiva progettata per proteggere il cervello da sostanze nocive circolanti nel flusso sanguigno.
In questi modelli animali, l'esposizione cerebrale alle nanoplastiche è stata associata a:
- Stress ossidativo (uno squilibrio tra radicali liberi e antiossidanti)
- Risposte neuroinfiammatorie
- Alterazioni dei livelli di neurotrasmettitori
Gli autori hanno sottolineato che la maggior parte delle prove attuali proviene dalla ricerca animale, non da studi sull'uomo. Tuttavia, la capacità delle nanoplastiche di bypassare le barriere protettive del corpo e accumularsi nel tessuto cerebrale solleva importanti preoccupazioni. Se una traslocazione simile si verifica nell'uomo, l'esposizione cronica potrebbe potenzialmente influenzare la salute neurologica attraverso meccanismi di infiammazione e stress cellulare, aree che i ricercatori affermano richiedano urgentemente ulteriori studi.
Come ridurre l'esposizione alle microplastiche
Sebbene eliminare completamente l'esposizione alle microplastiche non sia realistico, ci sono passi pratici che possono aiutare a ridurre l'assunzione quotidiana. Limitare l'acqua in bottiglia, evitare di riscaldare il cibo in contenitori di plastica e conservare cibi e bevande in vetro o acciaio inossidabile può ridurre il rilascio di plastica. Migliorare la qualità dell'aria interna aspirando con un filtro HEPA e lavando a terra con un panno umido può aiutare a diminuire le fibre sintetiche aerodisperse. Scegliere indumenti in fibra naturale quando possibile e ridurre l'uso di plastiche monouso può anche ridurre sia l'esposizione personale che la contaminazione ambientale. Piccoli e costanti cambiamenti in aree ad alta frequenza come l'acqua potabile, la conservazione degli alimenti e l'aria interna, possono ridurre significativamente l'esposizione cumulativa nel tempo.
Fonti:
1. Lost at Sea: Where Is All the Plastic?
2. Human Consumption of Microplastics
3. Discovery and Quantification of Plastic Particle Pollution in Human Blood
4. Detection of Microplastics in Human Lung Tissue Using μFTIR Spectroscopy
5. Toxicity of Microplastics and Nanoplastics in Mammalian Systems




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